L’assegno bancario è un vero e proprio strumento di pagamento, che permette di chi lo emette, di ordinare alla propria banca, di pagare il beneficiario. Della somma che viene indicata. In linea di massima, si tratta di un assegno cartaceo, da compilare, inserito in un blocchetto che ne contiene dieci.
Per potere fare in modo che un assegno sia valido, si deve: essere titolari del conto corrente, avere sottoscritto una convenzione di assegno, che permette alla banca di potere emettere l’assegno stesso. E infine avere una disponibilità di denaro sufficiente sul proprio conto corrente. Per non cadere in un assegno scoperto.
L’assegno, poi, è pagabile a vista, cioè nel momento in cui, la persona si presenta allo sportello per riscuotere. Entro 8 giorni se è stato emesso su piazza, quindi nello stesso Comune. E entro 15 giorni se è fuori piazza, per cui in un Comune diverso da dove è partita la richiesta.
Come compilare un assegno
I passaggi che servono per la compilazione di un assegno sono pochi e semplici. Nella parte, in alto a sinistra si deve riportare il luogo e la data di emissione. Nella parte a destra, invece si devono inserire le somme in cifre, indicando i centesimi e separandoli con una virgola.
Poi, nella parte sotto, mettere la cifra a lettere, indicando i centesimi in cifre e separandoli con una barra rovesciata. Nella parte centrale si deve mettere la cifra del beneficiario. Infine, in fondo a destra riportare la firma di chi lo emette. La stessa firma che si trova sul deposito della banca.
Infine, per una questione legata alle norma di antiriciclaggio, è stata emessa una formula non trasferibile, insomma che impedisce al beneficiario, di cedere l’assegno ad una terza persona. Insomma, per forza di cose, è obbligato a incassarlo di persona, altrimenti non è più valido, in nessun caso specifico. E cosi via.
Come capire se un assegno è valido
Una volta che si è ricevuto l’assegno, ci si deve accertare che sia valido. E per poterlo capire, si deve pensare a fare dei controlli. Verificare che è compilato in ogni sua parte. Poi scoprire se la data è effettivamente quella di emissione, e che abbia la dicitura non trasferibile.
Infine, che non presenti nessun tipo di cancellature, correzioni o alterazioni di nessun tipo. Visto che potrebbero essere dei segnali di falsificazione. Controllare queste cose è importante, anche per via del fatto che la banca, può, rifiutare il pagamento del suddetto assegno, in presenza di qualcosa che non va. E ne ha tutto il diritto.
Specialmente, se l’assegno non viene compilato in ogni sua parte e nel modo corretto, la banca ha l’obbligo di rifiutarlo. Costringendo anche il beneficiario, a dovere riavere i contatti con chi lo ha compilato, per sistemare la questione. In caso contrario, non potere riscuotere i soldi che gli spettano per il pagamento.
Si possono chiedere gli assegni trasferibili?
Anche, se nella maggior parte dei casi, l’assegno della banca è sempre non trasferibile. E’ possibile chiedere alla banca, di avere un blocchetto di assegni trasferibile. Ma per farlo, è necessario pagare una imposta di 1,50 euro per ciascun modulo. E poi emettere delle somme di denaro, entro un determinato range.
L’importo, viene stabilito di volta in volta, con una normativa specifica. Il beneficiario, che riceve questo assegno, può anche trasferirlo ad un terzo, tramite la girata. Per farlo, si deve solo apporre, sul retro dell’assegno la propria firma e il nome di chi lo deve ricevere. Ed è fatta, non serve altro.
Anche in questo caso, però, la banca, ha l’obbligo di controllare la validità dell’assegno, e in caso di anomali, provvedere a rifiutarlo. Specialmente, se come detto prima, l’assegno non viene compilato nel modo giusto, e in tutte le sue parti. Insomma, è il caso sempre di stare molto attenti a come si fanno le cose.
Per finire
Quando si stacca un assegno, al fianco resta un talloncino, che viene anche chiamato madre. Ha lo scopo di riportare il numero del relativo assegno. Il titolare, deve segnare: data, importo e il beneficiario del pagamento. Cosi da avere anche un dettaglio che possa ricordare i particolari, nel corso del tempo.
Ad ogni modo, una cosa è certa, compilare l’assegno in modo corretto, è un atto importante, a tutela di chi lo emette, l’unico modo in cui si possono evitare delle alterazioni del contenuto. Per cui, è sempre la prima cosa a cui stare attenti, e a cui presta anche attenzione la banca.