Ogni volta che ti ritrovi a effettuare una spesa molto grossa è difficile che tu ti porti dietro grosse somme, che sembra ormai una cosa molto obsoleta, un’abitudine non propriamente più usata, che lascia il tempo che trova e che ormai è una richiesta di quelli che ancora non si arrendono all’idea che il futuro è nel pagamento digitale.
La cosa bella in ogni caso risulta solo una: ovvero che il pagamento per mezzo di pos facilita tutto quello che gira intorno all’economia, perché ti permette davvero di rendere possibile ogni acquisto ormai, con la garanzia di non farti mai ingannare o portare fuori strada dai pagamenti che effettui.
Il POS quindi è oramai obbligatorio. Nessuno può più dirti che devi pagare con contanti. Se hai solo la carta e quella puoi usare, anche solo per un semplice caffè e latte preso al bar, la richiesta di pagare con bancomat non ti si può più negare e il commerciante che te lo vieta può anche pagarla cara.
Il POS oblligatorio?
Quella del pagamento per mezzo di uno strumento potente quale è il POS è una scelta dettata da ovvie raccomandazioni che interessano ognuno di noi. Sono oramai decenni che si sta instaurando l’idea di lasciare andare sempre più i contanti per farsi strada verso il pagamento digitalizzato che ha alcuni aspetti sicuri e positivi.
Innanzitutto con il digitale si ha una riduzione della spesa relativa alla produzione di monete e banconote, una cosa che per ogni Stato in tutto il mondo richiede un certo peso economico, che sicuramente non va trascurato. A questo unisci un aspetto importantissimo, che va seguito con enorme attenzione e che da sempre è lo zoccolo duro: il peso della criminalità.
Con il tracciamento dei pagamenti digitali, intanto si combatte l’evasione fiscale, riducendo quella tecnica volta a un risparmio obsoleto sul pagamento delle tasse che è tipico di chi non batte scontrini. Inoltre, si tratta anche di capire quali sono i movimenti continui dentro e fuori le banche, con un arricchimento che non è illegale, ma controllato.
Ecco la novità per il 2025
Abbiamo detto che nessuno può dirti che non puoi pagare con bancomat anche su cifre veramente piccole. Non ti fare ingannare dalla scusa delle tasse, che non esistono: le tasse si pagano comunque, non solo su importi piccoli! Si tratta solo di un modo come un altro per avere l’intenzione di non battere scontrini.
Perché, diciamoci la verità, ogni qualvolta ti ritrovi a dover fare i conti con situazioni del genere, devi andare a scomodare fino all’ultimo centesimo che ti scovi in tasca, sennò non puoi nemmeno consumare un piccolo caffè. Allora entrano in gioco le multe, molto salate, che regolano questa situazione a monte.
Da quest’anno vedremo cambiare molte cose, anche quando tutto sembra impossibile. Per una scelta che sicuramente è spinta da numerose ragioni, finalmente potremo vedere tutti una luce più consistente che ci permetterà di guardare tutti nella stessa direzione, e non solo per noi contribuenti varranno le regole ferree della legalità.
Ma cosa succede davvero?
La grande novità legata alle multe sta creando non pochi problemi a chi rifiuta un pagamento per mezzo di bancomat o carta di credito. Risulta di circa 30 euro + 4% del valore della transazione rifiutata. Se il pagamento è di 25 euro, allora pagherai una multa di 31 euro.
A farne le spese sono soprattutto i piccoli commercianti che hanno difficoltà a gestire i costi di gestione del POS ancora eccessivamente alti e le commissioni bancaria su ogni transazione. Inoltre, si verificano con una frequenza davvero imbarazzante anche i problemi tecnici legati all’assenza di copertura internet. Una situazione questa molto generale ma comunque difficile da gestire.
Quindi, diventa tutto molto difficile da gestire, ma altrettanto difficile è stabilire quando un commerciante sta davvero facendo di tutto per non accettare un pagamento di lieve entità: è la connessione internet a cui il POS è strettamente collegato che non funziona o mi sta rifiutando il pagamento per mezzo di bancomat?
L’impatto sull’economia
Sicuramente a livello generale non possiamo dire che le cose siano messe bene. Ci sono tanti aspetti che ancora vanno regolati e bisogna anche capire come risolvere tutto alla base, prima di prendersela con chi sta al vertice. In tutto questo c’è anche da considerare un ulteriore aspetto che non è da meno.
Le multe sono temute, ma quello che fa più paura sono le recensioni, quelle negative in particolar modo, perché risultano essere un modo come un altro per trovare la possibilità di distruggere un commerciante. Una tecnica che sicuramente pesa più di una multa di 30 euro su un importo minimo. Ne vale davvero la pena?