Evitare errori sulla tari: la guida anti-stress per pagare meno la tassa sui rifiuti

La TARI è la tassa sui rifiuti, obbligatoria da pagare per tutti i cittadini per finanziare il servizio comunale di raccolta e di adeguato smaltimento dei rifiuti urbani. Tuttavia, errori di calcolo o nella gestione di questa tassa possono provocare importi superiori al dovuto, causando una spesa aggiuntiva non necessaria.

E’ allora importante comprendere le corrette modalità di applicazione della TARI, su che cosa viene calcolato l’importo preciso e come adottare delle strategie di prevenzione per evitare inconvenienti di pagamenti non dovuti. Uno degli errori più comuni consiste nella sbagliata applicazione della quota variabile della TARI alle pertinenze dell’abitazione e.

Un altro aspetto da controllare per pagare meno la tassa sui rifiuti, e non di più, è l’eventuale applicazione induttiva per determinare il numero di occupanti di una seconda casa, errore che avviene soprattutto nei Comuni di località turistiche. Alcuni Comuni presumono un numero standard di occupanti di seconda casa facendo pagare più del dovuto.

Errori di calcolo sulla TARI

Per verificare che il calcolo dell’importo della TARI sia corretto è necessario controllare attentamente l’avviso di pagamento ricevuto dal Comune. Si tratta di un documento che dovrebbe riportare nel dettaglio tutte le informazioni relative all’immobile per cui si paga la tassa sui rifiuti, inclusi il numero di occupanti e la divisione tra quota fissa e variabile.

Se si rilevano errori e discrepanze si consiglia di presentare al Comune una istanza di rettifica in autotutela per richiedere la correzione dell’importo esatto da pagare. Si tratta di una procedura che consente di correggere errori materiali senza dover far ricorso a un legale. E’ altresì importante allegare tutta la documentazione necessaria.

Nel caso in cui il Comune non accolga l’istanza di rettifica in autotutela, il contribuente ha la possibilità di impugnare l’avviso di pagamento facendo ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni dalla notifica. In questo caso, se non si è in possesso delle competenze necessarie, si potrebbe far ricorso a un professionista in materie tributarie.

Come ridurre l’importo della TARI

Ci sono diverse strategie che possono contribuire a ridurre l’importo della TARI, pur restando entro la legalità. Per prima cosa, occorre informarsi presso il Comune di residenza se esistono agevolazioni e riduzioni per particolari categorie di residenti o se si applicano sconti sulla riduzione dei rifiuti urbani prodotti, come nel caso dell’indifferenziato.

Un’altra strategia efficace è garantire che la superficie dell’immobile dichiarata sia corretta e aggiornata. Errori nella metratura possono infatti influenzare notevolmente l’importo della tassa sui rifiuti. E’ inoltre necessaria che siano state escluse le pertinenze dell’abitazione come garage, cantine o soffitte che concorrono ad aumentare notevolmente il costo della TARI.

Alcuni Comuni prevedono programmi speciali per i cittadini che partecipano attivamente alla raccolta dei rifiuti sul territorio di competenza e che trasformano questa attività di volontariato in sconti e riduzioni sulla tariffa della TARI. Occorre informarsi presso il proprio Comune di residenza se sono previste queste iniziative virtuose per il territorio e le tasche dei contribuenti.

I disservizi nella raccolta dei rifiuti

Se nel proprio comune di residenza si verificano disservizi gravi e prolungati nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti urbani, i cittadini hanno il diritto di richiedere una riduzione dell’importo della TARI. Infatti, la Corte di Cassazione ha stabilito che se il servizio di gestione dei rifiuti risulta inefficienti e gravemente compromesso si può ottenere uno sconto sulla tassa.

Naturalmente, il disagio arrecato al cittadino deve essere comprovato e adeguatamente documentato, raccogliendo prove tangibili come fotografie e segnalazioni ufficiali del disservizio da presentare all’autorità di competenza. E’ importante allegare tutta la documentazione raccolta. In caso di esito negativo, il contribuente può valutare di ricorrere alle vie legali per tutelare i propri diritti.

I disservizi si possono verificare per innumerevoli motivi, come nel caso di scioperi ripetuti e prolungati, oppure il servizio può essere del tutto assente o quasi. Comunque, in ogni caso, è sempre meglio essere consapevoli delle procedure disponibili per affrontare i disagi che il disservizio di raccolta causa al cittadino e richiedere la riduzione del pagamento sulla tassa per i rifiuti urbani.

Per concludere

In conclusione, gestire correttamente la TARI e verificare sempre l’importo è importante per evitare possibili errori di calcolo e dover pagare di più rispetto al dovuto. Attraverso la verifica accurata degli avvisi di pagamento e dei dati in essi contenuti è possibile ridurre tale rischio, cos’ come attraverso la conoscenza dei propri diritti e di strategie mirate.

Esistono numerosi modi per intervenire sugli errori materiali, così come richiedere agevolazioni e riduzioni se previste dal proprio Comune di residenza e contestare disservizi documentati nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti urbani, consentendo di evitare pagamenti in più non dovuti ed evitare sprechi o subire ingiustizie in questo particolare ambito.

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