Pizza e glicemia alta, un connubio che ancora oggi molti considerano praticamente impossibile, ma che è parzialmente stato “smontato” come concetto di base, in quanto non costituisce un qualcosa di assolutamente impossibile, anzi ogni tanto anche chi soffre di iperglicemia può concedersi questa gioia per il palato, con alcune condizioni da rispettare.
Infatti con la glicemia alta non si scherza, e sottovalutarne i sintomi può portare a numerosi problemi fino a delle vere e proprie crisi, causate dall’eccesso di livello glicemico. Imparare a gestire questa condizione che può essere legata al diabete (ma non necessariamente) è il primo passo per comprendere anche cosa mangiare.
Le conseguenze in particolare possono essere aggirate o quantomeno “tenute a bada” proprio regolarizzando il consumo di alcuni elementi che compongono la pizza, naturalmente identificata da una base farinacea, quindi già nella sua composizione va controllata e verificata, valutando quindi diversi dettagli di grande importanza, a partire dalla frequenza di consumo.
Iperglicemia e cibo
L’iperglicemia è come intuibile, una difficoltà congenita da parte dell’organismo di tenere sotto controllo i valori della glicemia, che identifica a sua volta la presenza dei lipidi, configurati come “zuccheri” nell’organismo. Questo avviene in condizioni di deficit che possono essere palesati da una non efficacia della risposta dell’insulina, un elemento che ha la funzione di limitare questi eccessi.
Ma l’iperglicemia è anche il principale tipo di valore da controllare per chi è affetto da diabete di tipo 2, la variante più comune tra gli adulti, purtroppo in sensibile aumento. I livelli di glicemia fuori controllo sono da tenere a bada anche con una alimentazione più accorta, scegliendo alcuni alimenti per il consumo frequente e quotidiano rispetto ad altri.
Generalmente i cibi con un ammontare sufficiente di fibre e dalla costituzione semplice, non particolarmente raffinata, sono più adatti per una regolarizzazione naturale della glicemia, per questo sono spesso “bannati” dalla dieta i dolciumi ma anche il pane bianco, la pasta tradizionale ed i cibi generalmente di provenienza spiccatamente industriale.
Pizza e glicemia: effetti
La pizza nella maggior parte dei casi viene sconsigliata, se non proprio evitata in presenza di iperglicemia: è un composto costituito quasi sempre da farine raffinate, il che apporta un enorme compendio e quantitativo di carboidrati, elementi che sono colpevoli dei picchi glicemici, per questo motivo viene identificata come un alimento dall’elevato indice glicemico.
Un consumo indiscriminato di pizza e di altri alimenti simili come costituzione può causare i tipici sintomi di iperglicemia chiamata anche prediabete, che può essere percepita con una sensazione di stanchezza, una accellerazione nella diuresi, una presenza percepibile maggiore di sete, dolori muscolari, intorpidimento e visione offuscata, tra i più comuni.
Questi sono alcuni dei sintomi tipici della presenza glicemia che non viene contrastata naturalmente dal nostro organismo, quindi è necessario eventualmente fare ricorso a farmaci a base insulinica, o comunque in grado di ridurre questa tendenza prima che diventi pericolosa. Come possiamo evitarlo, anche consumando pizza? Proviamo a scoprirlo in breve.
Quali ingredienti scegliere
Va valutata la frequenza, non esiste una regola specifica ma ciò che è sicuro è che la pizza per gli iperglicemici deve essere una scelta oculata, sia nelle tempistiche (non troppo frequenti) ma anche nella qualità: fare ricorso possibilmente a prodotti costituiti da farine alternative come quelle integrali che apportano più fibre e quindi una capacità di ridurre la glicemia “ballerina”.
Fare ricorso ad ingredienti che possano riuscire in un intervento di limitazione di questo valore, scegliendo elementi prevalentemente a base vegetale, oltre a garantire un apporto di proteine, ad esempio scegliendo ingredienti come il prosciutto cotto oppure il tonno, oltre a formaggi, evitando quelli molto stagionati che causano un effetto opposto.
E’ anche molto consigliabile fare ricorso ad una pizza con l’olio extra vergine d’oliva applicato a crudo, questo elemento è una ottima forma di limitazione nel contesto dell’iperglicemia. Generalmente è anche bene ridurre il consumo di ingredienti con molto sale, che è invece un nemico per la condizione in questione.
Quanto spesso?
Non esiste una regola definita, dipende dalla nostra alimentazione standard ma anche dai livelli di iperglicemia che sono diversi nei valori ma anche, banalmente, dall’entità della condizione, ad esempio se è causata da alcuni elementi passeggeri oppure dal diabete. Generalmente se viene considerata una gradevole eccezione, la pizza può essere consumata con attenzione ma non troppo spesso.
E’ un elemento che identifica anche come altri cibi, come l’alimentazione per chi soffre di glicemia alta non costituisce una limitazione assoluta in tal senso, e può effettivamente sfatare vari miti del passato che riguardano proprio l’impossibilità di consumo di diversi alimenti.
Con un po’ di attenzione e con delle informazioni giuste, tutto è possibile, nelle giuste quantità.